L’ESTENSIONE E LA SCALA DELL’IMPRESA UMANA SONO CRESCIUTE ESPONENZIALMENTE A PARTIRE A PARTIRE DALLA METÀ DEL 20° SECOLO. DI CONSEGUENZA, LA NATURA ED I SERVIZI CHE ESSA FORNISCE ALL’UMANITÀ SONO SOGGETTI AD UN RISCHIO CRESCENTE. GLI SCIENZIATI RITENGONO CHE CI SIA STATA UNA TRANSIZIONE DALL’OLOCENE AD UNA NUOVA EPOCA GEOLOGICA, CHE HANNO DEFINITO “ANTROPOCENE”. IL FUTURO DI MOLTI ORGANISMI VIVENTI È ORA IN FORSE. LE POPOLAZIONI DELLE SPECIE DI VERTEBRATI È DIMINUTA DEL 58 % TRA IL 1970 ED IL 2012. LA MINACCIA PIU’ COMUNE PER LE POPOLAZIONI DELLE SPECIE DI ANIMALI IN DECLINO È LA PERDITA E IL DEGRADO DEGLI HABITAT. SEMPRE PIÙ SPESSO GLI ESSERI UMANI SONO VITTIME DELLO STATO DI DEGRADO DELLA NATURA: SENZA UN IMPEGNO DECISO, NELL’ANTROPOCENE LA TERRA DIVENTERÀ MOLTO MENO OSPITALE PER LA NOSTRA SOCIETÀ MODERNA E GLOBALIZZATA. GLI ESSERI UMANI HANNO GIÀ SPINTO IL LORO SPAZIO OPERATIVO SICURO OLTRE IL LIMITE DI SICUREZZA IN QUATTRO CONFINI DEL SISTEMA TERRA CHE NON DOVEVANO ESSERE SUPERATI. FINO AL 2012, PER FORNIRE LE RISORSE NATURALI ED I SERVIZI CHE L’UMANITÀ HA CONSUMATO IN QUELL’ANNO, È STATA NECESSARIA UNA BIOCAPACITÀ EQUIVALENTE A 1,6 TERRE. PER MANTENERE LA NATURA IN TUTTE LE SUE MOLTEPLICI FORME E FUNZIONI E PER ASSICURARE L’EQUA DISPONIBILITA’ DELLE RISORSE A TUTTI IN UN PIANETA CON RISORSE LIMITATE, UNA CONSAPEVOLEZZA DEVE ESSERE ALLA BASE DELLE STRATEGIE DI SVILUPPO, DEI MODELLI ECONOMICI, DEI MODELLI DI IMPRESA E DELLE SCELTE DI VITA: ABBIAMO UN SOLO PIANETA ED IL SUO CAPITALE NATURALE È LIMITATO. UNA COMPRENSIONE CONDIVISA DEL LEGAME TRA UMANITÀ E NATURA POTREBBE INDURRE UN CAMBIAMENTO PROFONDO CHE PERMETTERÀ A TUTTI GLI ESSERI VIVENTI DI PROSPERARE NELL’ANTROPOCENE.

Marco Lambertini, Director General, WWF International

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